lunedì, aprile 17, 2006
posted by Noek at 22:15


Lo so è un gioco di parole idiota, ma mi è venuto in mente oggi ed è rimasto lì tutto il giorno... comunque ecco in anteprima il mio prossimo articolo (non vi avevo ancora parlato del giornalino scolastico)


Allora abbiamo vinto?
Sì, no, forse?
Che lunga notte,attesa, ansia, trepidazione, delusione tanta tanta tanta.....perchè vogliamo continuare a farci del male? Perchè rivotarlo.....?
Perchè una casalinga piemontese deve chiamare mia nonna e rompere ancora le palle dicendo "speriamo che non vincano i comunisti"....?
Capite?
I comunisti..... macchè signora stia tranquilla, quello che è venuto fuori è un governo stremato ed eletto per un soffio, che non sa ancora con chi dovrà fare i conti al senato, ma che sa che dovrà governare un paese spaccato in due, con una manciata di labili preferenze in più.... Macchè comunisti... magari



Questo era quello che scrivevo Martedì 11 aprile… E ora?
Ora sembra che sia finita, ce l’abbiamo fatta, ci siamo liberati del caimano. Ma ne siamo sicuri?

Secondo me no.

Non ce ne siamo liberati ancora, non solo perché compare spesso in tv o perché ogni giorno ci dispensa una gentile opinione non richiesta.
Anche, ma non solo.

Non ce ne siamo liberati perché è un po’ come un virus che ha infettato l’Italia per anni attraverso ogni mezzo mediatico e non.
Più che il suo faccione (fin troppo conosciuto) è dilagato in Italia il suo pensiero, il suo individualismo, il suo arrivismo sfrenato, la sua falsità (che lo porta a dribblare le accuse tra un “sono stato frainteso” e un “le mie parole sono state travisate dalla stampa comunista”), è dilagato il suo sorriso fotogenico, la sua ossessione per l’immagine, le sue battute fuori luogo, la sua baldanzosa cafonaggine, il suo confondere politica- affari(suoi)- intrattenimento-spettacolo, le sue vuote amicizie, il suo moralismo spicciolo, la sua incoerenza, la sua faccia tosta, il suo menefreghismo nei confronti dei problemi sociali e dello stato, il suo vittimismo facile (spesso usato come arma contro precise accuse), il suo estremo egoismo.
No, il morbo berlusconiano è intorno a noi e ha già attecchito in metà della popolazione italiana, il motto “votare per il proprio interesse” (piuttosto che per quello di tutti e dello stato) è tanto spaventoso quanto attuale.

Quanti personaggi simili a lui vediamo intorno a noi?
Egocentrici, narcisisti, palloni gonfiati, furbi ammanigliati, uomini che si sono fatti da sé, finti proletari; personaggi più che persone, dalla risposta facile e la faccia tosta, con la bocca piena di promesse miracolose, di parole vuote e di sentenze; uomini che sfoggiano una cultura raffazzonata fatta di citazioni, attaccata con gli spilli (come l’orlo provvisorio di un vestito) uomini-immagine, sempre al centro dell’attenzione, pronti a rilasciare interviste e a fare scandalo, eterni opinionisti e falsi protagonisti.
Tanti, troppi, su ogni fronte o schieramento.Ecco i batteri di Berlusconi.

E’ contro questo che dobbiamo combattere per salvare l’Italia.
Dobbiamo risanare il nostro paese vittima di un potente e continuo lavaggio del cervello; dobbiamo, senza falsi moralismi, riportare al centro i valori fondamentali della nostra costituzione, l’interesse comune, l’attenzione alla nostra società e l’amore per il nostro paese, non come ideali astratti, ma come punti di partenza per l’espressione del sentimento più genuino dell’uomo:la solidarietà.
E’ questo che dovrebbe stare alla base della politica, ma prima ancora della vita di ogni giorno.

Dobbiamo purificarci e disintossicarci da ogni forma di spettacolarizzazione della politica, come dice Michele Serra “tornare ad annoiarci per ricominciare a pensare”.
E’ bello vedere il nostro nuovo (mica tanto) presidente andare a comprare i giornali in camicia e maglione, senza ostentazione di una falsa sobrietà, senza essere volutamente “casual”… così con normale semplicità.
E’ di immagini così che sento di aver bisogno, sono queste le immagini che possono contribuire a curare il nostro paese.

Dobbiamo rispondere alla superficialità della cultura dell’immagine con i contenuti, con la cultura vera, che non è solo quella che ci viene propinata a scuola, ma è la curiosità, la curiosità e la vivacità, la volontà di conoscere, di sapere, di rielaborare e di creare.
Sì penso che si possa stendere un nuovo programma… al posto delle tre I. ecco le tre C…..
(che non sono né comunista, né coglione)
Cultura, Curiosità e Creatività

Etichette:

 
10 Comments:


At 18 aprile, 2006 00:23, Anonymous Anonimo

sono d'accordo... ma alla base della sconfitta del berlusconismo sta il liberarsi di berlusconi. non sconfiggendolo alle politiche, ma facendo in modo che non possa più fare il lavaggio del cervello a nessuno. il primo passo è una legge sul conflitto di interessi. e non sarà una legge contra pensonam, ma una legge contro una categoria di persone: gli speculatori, gli arrampicatori, coloro che usano la politica per i loro fini. berlusconi non è nulla di eccezionale. uno così salterebbe fuori ovunque, non è una prerogativa italiana. salterebbe fuori, se non fosse che negli altri paesi nessuno può avere 3 tv ed essere presidente del consiglio. con le quali far propaganda, e inculcare nelle menti delle persone i suoi dogmi, fino a farglieli sentire propri. è lì che bisogna sconfiggerlo, e con lui tutti quelli come lui, per impedire che lo stato possa finire nelle mani di persone senza scrupoli che lo manderanno in rovina per tutelarsi (magari condonando tutte le proprie imprese con 1800 euro... e chi ci rimette in un'operazione simile? lo stato, ovvio...). quando avremo risolto questo nodo la politica potrà tornare ad essere una cosa un po' più seria, ma non prima di ciò. e se poi, attraverso questa fondazione si riuscisse anche ad evitare cmq di annoiarsi... ma qui si entra nell'utopia :P

dylan

 

At 18 aprile, 2006 00:28, Blogger Noek

a post lungo si risponde con un commento adeguato... :P
concordo comunque

 

At 18 aprile, 2006 09:38, Blogger Unknown

Impegnamoci più direttamente nella politica che ci riguarda più da vicino. I nostri quartieri, i nostri paesi hanno bisogno della nostra partecipazione attiva, diretta. Gli strumenti, anche se pochi, ci sono. E comunque bisogna spingere affinché vengano ampliati e potenziati.
Saluti a tutti.

 

At 18 aprile, 2006 11:16, Blogger nemo

molto molto bello noemina..se riesco oggi metto il mio..

 

At 18 aprile, 2006 15:01, Anonymous Anonimo

eccomi...
finalmente sono venuto a dare un'occhaita al tuo blog...

complimenti. veramente tenuto benissimo. e complimenti anche per i tuoi "pezzi", scrivi veramente bene...

per quanto riguarda questo intervento concordo con il mio socio Dylan e con te.
non ci leveremo dalle palle il berlusconismo finchè non avremo letteralmente ricostruito la popolazione italiana "ripulendola" da tutte le schifezze mediatiche che il nano le ha fatto trangugiare sotto il suo regime...

e allora diamoci da fare.
Cultura, Curiosità, Creatività.

Bakko

 

At 18 aprile, 2006 18:07, Blogger Noek

concordo con fabio...
bakko... nemo... che bello avervi qui :)

 

At 19 aprile, 2006 11:42, Anonymous Anonimo

sto cominciando a diventare pessimista riguardo alla deberlusconizzazione dell'italia.

 

At 20 aprile, 2006 14:16, Blogger InOpera

concordo su molti punti, ma per liberarsi del caimano dobbiamo iniziare non parlare piú del caimano.

fa bene prodi, che spesso in questi giorni ha solo detto "non commento", riferito alle provocazioni di calderoli e co.

la loro linea é molto palese e banale. deligittimare il piú possibile il risultato.

lasciamoli fare da soli...per l'estate si saranno cotti da soli !!!

 

At 20 aprile, 2006 22:09, Anonymous Anonimo

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE


e tant basta

 

At 22 aprile, 2006 21:50, Anonymous Anonimo

non penso potremo liberarci così facilmente di berlusconi, perchè in questi ultimi anni ha imposto un modo di vivere a milioni d'italiani, con le sue televisioni, con i suoi messaggi, purtroppo la grossa fetta del nostro popolo non legge e non ha più memoria, quindi gli puoi dire tutto ed il contrario di tutto il loro senso critico è sparito.Forse siamo noi dei fastidiosi rompiscatole, ma se alla gente continueremo a propinare dei "grande fratello" e derivati anche dalla televisione di stato, non avemo speranze di togliercelo, sempre che voglia andarsene, perchè non sono sicurissimo che se ne andrà con le buone.Helog